Decidiamo di vivere la propria vita in qualche modo. Decidiamo
ogni giorno, molto spesso inconsciamente.
Decidiamo cosa seguire, che musica ascoltare, che culture
abbracciare, cosa mangiare, in che modo amare.
Decidiamo giorno dopo giorno chi vogliamo essere, non sempre
dove vogliamo andare.
Paradossale come il passato e il presente possano vincolarci
a discapito del futuro, l’unica cosa che può farci sognare.
Nel futuro c’è immaginazione.
C’è estro, colore e freschezza. L’estasi mentale.
C’è estro, colore e freschezza. L’estasi mentale.
Il passato ci accompagna e ci consiglia, ma è solo nel
futuro che possiamo augurarci un presente migliore.
Solo lì non abbiamo bisogno di scappare e di dimenticare. Ma
possiamo essere.
L’esistenza che ardentemente desideriamo è nel futuro, non
nel presente.
Il presente è un attimo, il futuro qualcosa di
estensivamente gratificante.
Abbraccio il futuro, e modifico il mio presente
costantemente. Poca retorica, molta fatica.
Vi scrivo dai tetti di Londra
Vi scrivo dai tetti di Londra