sabato 16 febbraio 2013

@L TEMPO



Decidiamo di vivere la propria vita in qualche modo. Decidiamo ogni giorno, molto spesso inconsciamente.  
Decidiamo cosa seguire, che musica ascoltare, che culture abbracciare, cosa mangiare, in che modo amare.
Decidiamo giorno dopo giorno chi vogliamo essere, non sempre dove vogliamo andare.
Paradossale come il passato e il presente possano vincolarci a discapito del futuro, l’unica cosa che può farci sognare.
Nel futuro c’è immaginazione. 

C’è estro, colore e freschezza. L’estasi mentale.
Il passato ci accompagna e ci consiglia, ma è solo nel futuro che possiamo augurarci un presente migliore.
Solo lì non abbiamo bisogno di scappare e di dimenticare. Ma possiamo essere.
L’esistenza che ardentemente desideriamo è nel futuro, non nel presente.

Il presente è un attimo, il futuro qualcosa di estensivamente gratificante.

Abbraccio il futuro, e modifico il mio presente costantemente. Poca retorica, molta fatica.



Vi scrivo dai tetti di Londra

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